La retorica è antica (Aristotele). Lo storytelling è una tecnica millenaria (miti, epica) oggi riadattata per il marketing e la comunicazione digitale. La retorica è la disciplina del “dire bene” (eloquenza) per convincere. Lo storytelling è l’ atto del narrare (“affabulazione”) per catturare l’ attenzione.

La retorica politica è l’ arte di utilizzare il linguaggio — verbale, scritto o simbolico — per influenzare, persuadere e orientare l’ opinione pubblica, costruendo il consenso. Originatasi nell’ antichità classica, oggi si evolve in spin e storytelling, ponendosi al centro della comunicazione democratica ma spesso degenerando in forme enfatiche o vuote.

Retorica di Sinistra: Tende a essere più ancorata alla complessità, utilizzando un lessico che talvolta risulta incomprensibile o distante dai ceti popolari, focalizzandosi su diritti civili, redistribuzione ed emergenze sociali.

La retorica politica non è intrinsecamente né di destra né di sinistra, ma è uno strumento trasversale utilizzato da entrambe le parti per persuadere, con stili differenti. Storicamente, la destra tende a utilizzare un linguaggio più essenziale, pragmatico e populista, mentre la sinistra è spesso associata a un registro più alto, complesso e programmatico.

Retorica di Destra: Si focalizza su messaggi semplici, diretti e nazionalisti, puntando a intercettare il rifiuto della complessità e a valorizzare tematiche conservatrici, identitarie e di ordine.
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Spoils system:

Sottolinea l’ aspetto corruttivo o di lottizzazione politica. Lo spoil system (letteralmente “sistema del bottino”) è una pratica politica e amministrativa in cui il governo appena insediato sostituisce i vertici della Pubblica Amministrazione con figure di propria fiducia. Nato negli USA nell’ Ottocento, è diffuso in Italia per allineare la burocrazia agli obiettivi politici, sostituendo segretari e dirigenti entro 90 giorni dal voto.

Il termine deriva dalla frase “to the victor belong the spoils of the enemy” (al vincitore spettano le spoglie del nemico), attribuita al senatore statunitense William L. Marcy negli anni ’30 dell’ Ottocento. Andrew Jackson rese popolare questa pratica per rimpiazzare i burocrati con i propri sostenitori. In Italia, lo spoil system è applicato principalmente alle posizioni apicali (capi dipartimento, segretari generali) della PA. Consente al governo, entro 90 giorni dalla fiducia, di cambiare i vertici amministrativi per garantire la realizzazione del programma di governo.

Merit system:

Lo spoil system contrasta con il merit system, in cui le nomine si basano su competenze tecniche e neutralità, anziché sull’ affinità politica.

Alessandro Barbero ha espresso scetticismo verso l’ attuale concezione di “merito” e meritocrazia, definendola in alcuni interventi come una “superstizione del nostro tempo”. Le sue critiche non sono ideologiche, ma di natura pratica e sociale. 

Ecco i motivi principali per cui Barbero è critico verso la meritocrazia:

  • Il merito ignora le disuguaglianze di partenza: Secondo lo storico, l’idea che chiunque possa farcela basandosi solo sul proprio impegno ignora le differenze sociali, economiche e culturali di partenza. Chi nasce in un contesto agiato ha un vantaggio strutturale che il semplice “merito” non compensa.
  • La meritocrazia come “alibi” per i privilegi: Barbero sostiene che il mito del merito serva a giustificare le disuguaglianze esistenti, facendo credere che chi sta in alto lo meriti e chi sta in basso sia un inetto. In realtà, spesso la selezione premia chi è già privilegiato, rendendo più difficile emergere per chi proviene da contesti svantaggiati.
  • È una superstizione, non una misurazione oggettiva: Barbero paragona la fede nella meritocrazia alla credenza nelle streghe in altre epoche. Sostiene che non esiste un modo oggettivo per misurare il “merito” e che il sistema finisce spesso per riconoscere meritevoli chi è già inserito nel sistema.
  • Burocratizzazione: Ha espresso scetticismo pratico, notando che le politiche basate sulla valorizzazione del merito spesso si traducono solo in un aumento della burocrazia e della produzione di documenti, piuttosto che in una reale valorizzazione delle capacità.
  • La scuola come luogo di formazione, non di selezione: Barbero difende una visione della scuola come luogo per formare cittadini pensanti e non semplicemente come un’azienda che seleziona lavoratori in base al merito per il mercato. 

In sintesi, la critica di Barbero è rivolta a una “meritocrazia” che, mascherandosi da principio di giustizia, rischia di cristallizzare le disuguaglianze sociali.

Le contraddizioni di un oracolo moderno: T. Montanari

Oracolo moderno: Indica una persona che pretende di dispensare pareri infallibili e sentenziosi, considerata autorevole (o saccente) dagli altri.

Tomaso Montanari, storico dell’arte, si definisce “cristiano cattolico, credente e praticante”, saggista e rettore, è critico nei confronti del concetto di “merito” — o meglio, della meritocrazia intesa in senso neoliberista — perché la ritiene una falsa narrazione che occulta le disuguaglianze di partenza e trasforma la disuguaglianza sociale in una colpa individuale. Secondo la visione espressa da Montanari, in particolare negli articoli su Il Fatto Quotidiano e nei suoi interventi pubblici, le ragioni principali della sua opposizione includono:

  • La meritocrazia come “truffa” e colpevolizzazione della povertà: Montanari argomenta che, in un contesto di disuguaglianza sociale, parlare di merito significa punire chi parte svantaggiato. La meritocrazia viene vista come un “totem” che giustifica la ricchezza dei vincitori e colpevolizza i poveri, facendogli credere di essere poveri per mancanza di merito, e non a causa di un sistema iniquo.
  • La scuola non come mercato: Riferendosi al modello educativo di don Lorenzo Milani, Montanari ritiene che la scuola debba livellare verso l’ alto, garantendo a tutti le stesse opportunità, piuttosto che selezionare e premiare chi è già avvantaggiato dal contesto familiare o sociale.
  • Contrarietà alla “fabbrica dei talenti”: Montanari critica l’ idea che l’istruzione debba servire solo a creare “capitale umano” per il mercato, sostenendo invece una formazione basata sulla Costituzione e sull’uguaglianza sostanziale.
  • Il merito come inganno democratico: Invece di riconoscere pari dignità sociale, la retorica del merito alimenterebbe l’ illusione che la società sia giusta, occultando le disuguaglianze strutturali. 

In sintesi, Montanari non è contro l’ impegno o le capacità dei singoli, ma contro l’ uso del “merito” come giustificazione per aumentare le disuguaglianze e per smantellare i diritti sociali garantiti dalla Costituzione.

Tuttavia…..

Secondo la Treccani, il “merito” ha una connotazione prettamente morale: si tratta del diritto ad essere riconosciuto o premiato in relazione ad un bene compiuto sulla base di principi etici. Il concetto di principio etico in realtà varia e dipende dal contesto sociale e dall’insieme di norme, esplicite e implicite, su cui si basa. L’ etica per Hitler aveva un valore differente rispetto ad una società odierna che trovi il proprio fondamento nella democrazia. Dunque è il contesto sociale, con le sue organizzazioni, ad istituire chi giudica il merito delle persone, conferendo a chi giudica una veste tanto più autorevole quanto più è posizionato in alto rispetto all’organizzazione sociale. In termini più semplici, ciò significa che il concetto di “merito” non può sussistere senza qualcuno che lo giudichi e ciò presuppone un’ organizzazione sociale di tipo gerarchico.

…il merito (e meritocrazia)

Il merito rappresenta il diritto al riconoscimento, alla stima o a una ricompensa, acquisito attraverso capacità, impegno, valore o qualità personali. Indica anche il pregio intrinseco di una cosa o la parte sostanziale e reale di una questione. Etimologicamente deriva dal latino meritum (cosa meritata). La meritocrazia è un sistema sociale e organizzativo in cui ruoli, responsabilità e ricompense (stipendi, promozioni) sono assegnati in base al merito individuale, inteso come competenze, impegno e talento, anziché per censo, raccomandazioni o nascita. Coniato nel 1958, mira a selezionare i più meritevoli per garantire efficienza. 

  • Principio fondamentale: Il potere o la posizione sono guadagnati, non ereditati.
  • Contesto: Si applica a scuola, lavoro e politica per premiare l’ eccellenza.
  • Obiettivo: Creare una società più equa ed efficiente, premiando i migliori.
  • Critiche: Può generare nuove disuguaglianze, poiché chi è in posizioni privilegiate può definire il “merito” a proprio vantaggio, ignorando le barriere strutturali di partenza. 

In sintesi, la meritocrazia propone la selezione dei capaci e meritevoli, contrapponendosi al nepotismo e alla discriminazione, sebbene sia dibattuta per i suoi potenziali risvolti elitari.

L’ intervento, le analisi confuse del Magnifico Rettore. https://www.ilroma.net/

Ecco una selezione di frasi, concetti e posizioni espresse da Montanari tra il 2022 e il 2025:

  • Sulla pace e la guerra: “Se la risposta è investire in armi ci seppelliamo definitivamente”.
  • Sul ruolo dell’Europa: “L’Europa nacque con una missione su tutte: sradicare la guerra dal continente, spegnendo per sempre il fuoco dei nazionalismi europei. Rinnegando tutto questo di fronte all’ invasione russa dell’Ucraina, l’Europa ha scelto di fare massacrare gli ucraini al posto nostro”.
  • Sui negoziati: “L’ Europa avrebbe dovuto provare a negoziare la pace con Putin, ora saranno le autocrazie a farlo”.
  • Sul conflitto: “Si combatte Putin sulla pelle degli ucraini: prolungare la guerra è sensato? La potenza atomica complica terribilmente le cose”.
  • Sulla strategia: “Non inviare armi, dobbiamo provare a far cadere Putin alimentando il dissenso russo”.
  • Sul dibattito: “Non mi sembra normale che ci sia una criminalizzazione di chi prova a portare le ragioni della pace, che non sono le ragioni di Putin”.
  • Sulla visione del futuro: “La Russia non è in grado di conquistare l’ Ucraina, ma l’ Ucraina non sarà mai in grado di recuperare i suoi territori. Ci vorrà una trattativa”.
  • Sulla natura della guerra: “Le grandi potenze hanno giocato a scacchi sulla scacchiera dell’Ucraina”.
  • Sul rischio nucleare: “La no fly zone sarebbe lo scenario nucleare”.

Quello che sorprende in T. Montanari è l’ assoluta certezza delle sue ragioni. Per uno che si autodefinisce “cristiano cattolico, credente e praticante” il perseverare nel giudicare il prossimo, quasi sempre in senso negativo, non risulta essere molto cristiano.

Fact-checking, ovvero la “verifica dei fatti”:

Il fact-checking (in italiano “verifica dei fatti”) è il processo editoriale e giornalistico di controllo dell’ accuratezza e veridicità di affermazioni, notizie e dati. Fondamentale nell’ era dei social media, mira a prevenire la diffusione di disinformazione e fake news, garantendo l’attendibilità delle informazioni.

Partigiani si nasce o si diventa?

Il caso del Dr R. Rigoli e S. Ranucci su Report.

Dr Roberto Rigoli
Sigfrido Ranucci di Report

Informazione o manipolazione?

https://www.trevisotoday.it/cronaca/treviso-processo-diffamazione-tamponi-rapidi-sigfrido-ranucci-deposizione-8-maggio-2026.html 08 maggio 2026 16:10

Diffamazione a Rigoli, Sigfrido Ranucci atteso in aula il 30 ottobre 2026

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Di Robben

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