La Saga del Monte dei Paschi di Siena-Le Origini e il “Sistema Siena”:
Il Monte dei Paschi di Siena è la banca più antica del mondo ancora in attività, fondata a Siena nel 1472, la cui storia recente è segnata da una complessa crisi finanziaria e da salvataggi statali.
La saga giudiziaria e finanziaria del Monte dei Paschi di Siena fa risalire le sue radici operative e contabili tra il 2002 e il 2005 (con le operazioni sui derivati come Santorini e Alexandria), ma l’esplosione giudiziaria e lo scandalo pubblico si aprono formalmente tra il 2011 e il 2013, in seguito all’acquisizione di Banca Antonveneta avvenuta nel 2008 e alla scoperta dei pesanti buchi di bilancio.
- La saga giudiziaria del Monte dei Paschi di Siena (MPS) rappresenta uno dei più grandi e complessi scandali finanziari e politici della storia repubblicana italiana, intrecciando il dissesto della banca più antica del mondo con l’ azione di diverse procure (Siena, Milano, Firenze)
- Nascita (1472): Nasce come monte di pietà per volere della Repubblica di Siena per aiutare i poveri e combattere l’usura.
- Crescita: Per secoli è un’istituzione solida, profondamente legata al territorio toscano. Negli anni ’90 diventa la quarta banca italiana, ma la gestione della Fondazione MPS resta fortemente in mano alla politica locale.
Il Dissesto e l’ acquisizione di Antonveneta
- L’ acquisizione di Antonveneta (2007): L’acquisto scellerato della banca Antonveneta voluto dall’allora presidente Giuseppe Mussari per circa 9 miliardi di euro ha dissanguato le casse di MPS, dando inizio al tracollo finanziario.
- I Derivati Nascosti: Per nascondere le perdite monstre, i vertici ricorsero a operazioni finanziarie opache e contratti derivati rischiosi (come Fresh, Alex e Santorini stipulati con Nomura e Deutsche Bank).
I Salvataggi dello Stato e la Rinascita
- I Intervento (2013): Il governo emette i “Monti Bond” per dare liquidità alla banca sull’orlo del fallimento.
- II Intervento (2017): Lo Stato italiano entra nel capitale sociale con una ricapitalizzazione precauzionale, diventando azionista di maggioranza accollandosi il 68% circa e salvando l’ istituto.
- Situazione Odierna: La banca ha avviato un percorso di risanamento economico, riducendo i costi e tornando a registrare utili operativi.
- Il “Groviglio armonioso”: A Siena, il sistema di potere è stato a lungo definito come un groviglio armonioso: un intreccio stretto tra la politica locale (storicamente legata al PDS/DS e poi al PD), la Fondazione MPS (azionista di controllo della banca), la stessa gestione bancaria e ramificazioni in settori chiave dell’economia, della cooperazione e della massoneria. Questo sistema ha garantito per anni un forte welfare locale e un controllo ferreo del territorio, ma ha anche esposto la banca a logiche estranee al mercato. La magistratura ha svelato un reticolo di potere locale basato sul controllo politico (storicamente legato al centrosinistra e agli accordi di potere trasversali), fondazioni bancarie, istituzioni e ramificazioni massoniche che per anni hanno condotto la gestione dell’ istituto senza un reale argine di controllo.
Il giallo sulla morte di David Rossi: La drammatica scomparsa di David Rossi, ex capo della comunicazione di MPS precipitato dalla finestra di Palazzo Salimbeni il 6 marzo 2013, ha segnato profondamente la vicenda. Archiviato più volte come suicidio dalla magistratura senese, il caso è stato riaperto e al centro di nuove perizie medico-legali e di una specifica commissione parlamentare d ‘inchiesta per far luce sulle incongruenze e sulle lesioni riscontrate prima della caduta. - I nuovi filoni d’ indagine: L’ azione della magistratura ha continuato a monitorare le vicende societarie e di ricollocamento azionario di MPS (come le recenti verifiche sulle modalità di Accelerated Book Building per la vendita di quote del Tesoro).
Il suicidio organizzato di David Rossi di MPS
La morte di David Rossi, ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, è profondamente legata al sistema di potere politico ed economico che ha dominato Siena per decenni.
“Molti giudici sono incorruttibili, nulla può indurli a fare giustizia.” Bertolt Brecht
Il Ruolo della Magistratura e i Processi:
L’ inchiesta e i giudici a più velocità: Le procure di Siena e, successivamente, di Milano (competente per territorio su diversi reati finanziari) hanno avviato una fitta rete di indagini.
Le assoluzioni in appello dopo soli 20 anni (2022): Se in primo grado vi erano state pesanti condanne per i vertici (tra cui Giuseppe Mussari e l’ ex dg Antonio Vigni), nel maggio 2022 la Corte d’ Appello di Milano ha ribaltato il verdetto assolvendo gli ex vertici e i manager con la formula “il fatto non sussiste” o per intervenuta prescrizione, azzerando le condanne e le confische milionarie.
Il legame tra MPS e la politica a Siena
- Il “Sistema Siena”: Per decenni, la gestione della banca più antica del mondo si è intrecciata in modo stretto con la politica locale, in particolare con il Partito Democratico e le amministrazioni di centrosinistra, oltre che con la Fondazione MPS.
- Il controllo della Fondazione: La Fondazione Monte dei Paschi, controllata da enti locali e politici del territorio, nominava i vertici della banca (come l’ex presidente Giuseppe Mussari), orientandone le strategie e le nomine.
- Le operazioni finanziarie: Acquisizioni rischiose, come quella di Banca Antonveneta nel 2008, hanno dissanguato le casse di MPS, spingendo la banca in una grave crisi economica coperta a lungo da una fitta rete di omertà istituzionali.
Il caso David Rossi e i misteri - La morte nel 2013: Il 6 marzo 2013, nel pieno della bufera finanziaria e giudiziaria sull’istituto di credito, David Rossi è precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni.
- Dall’ archiviazione alle perizie: La giustizia ha a lungo archiviato il caso come suicidio. Nuove perizie, simulazioni tecniche e le indagini della Commissione parlamentare d’ inchiesta hanno riaperto i dubbi, ipotizzando scenari diversi legati a pressioni, segreti e dinamiche violente.
- Il “cono d’ombra”: Molti esponenti politici e familiari hanno sostenuto che Rossi fosse a conoscenza di dinamiche delicate, festini, o passaggi finanziari scottanti legati al vertice della banca e ai poteri forti senesi.
https://www.lanazione.it 28 set 2026
“Non era giusto passasse per uno squilibrato”. Morte David Rossi, parla la moglie Antonella Tognazzi: “La perizia gli ha restituito dignità”

La finestra, l’ intimidazione, la presa mancata. “David Rossi fu omicidio”. Il movente? “Gestiva 50 milioni di MPS, possibile pista della ‘ndrangheta”.
La simulazione della morte del manager MPS a Roma: “Un’ aggressione violenta da parte di più persone, almeno due corpulente, forse tre, andate lì con un motivo ben preciso legato al flusso enorme di denaro che passava dal suo ufficio”.
https://www.lanazione.it/ 28 settembre 2026-La ricostruzione della morte di David Rossi. “Aggredito da più persone, ha cercato di difendersi”
La prima valutazione
Rossi sarebbe stato aggredito in maniera violenta e veloce nel suo ufficio da più persone, almeno due e corpulente, e prima di precipitare dalla finestra era cosciente, quindi ha molto probabilmente cercato di difendersi. Una volta finito fuori dalla finestra ha tentato di aggrapparsi al bordo ed era tenuto dagli aggressori forse in un tentativo di intimidazione, ma poi la presa è mancata e Rossi è precipitato. È quanto emerge da una prima valutazione tecnica dopo le simulazioni a Roma, con l’ausilio dei Ris, nell’ambito della perizia richiesta dalla commissione di inchiesta di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Mps morto nel 2013 a Siena.
Il “meccanismo di aggressione”
“La perizia conferma che gran parte delle lesioni di David Rossi sono state procurate da un meccanismo di aggressione che lui ha subito. Al netto delle lesioni dell’impatto del corpo al suolo, altre sono incompatibili con la precipitazione. Ad esempio la frattura capitello radiale sinistro, emersa da una tac, è compatibile con meccanismo indiretto di leva esercitata da una terza persona che agisce sull’arto superiore sinistro. Dunque tutto è molto compatibile con un fatto aggressivo”. Così Marco Nigrisoli, consulente tecnico nominato dalla commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi dopo le simulazioni a Roma. “Quella sera – ha aggiunto Robbi Manghi, l’altro consulente tecnico nominato dalla commissione – non è successo nulla che Rossi si sia procurato da solo prima della precipitazione, evento procurato da terzi dopo un’aggressione: questo è un dato certo”. Manghi ha spiegato che Rossi è stato afferrato “da persone con notevole forza delle mani”, lo dimostrano le ferite da “trascinamento e strisciamento”. Inoltre “tutte le lesioni addominali nella parte terza dell’addome sono state create da terzi, da un pugno o una ginocchiata o comunque un colpo assestato”. Sono un “segno del forte trauma contusivo” anche le “lesioni a zigomi dovute a percosse”, così come le “le lesioni da trascinamento alla coscia”. Ci sono inoltre “tracce ematiche sulla camicia e macchie di unto tipiche dei pomelli alla base delle finestre, forse dovute ad azioni di trascinamento sulla parte inferiore dell’addome. Non mortali ma compatibili con l’ aggressione”.
La perizia sulle telecamere
“Il 12 ottobre sarà presentata alla commissione l’ultima perizia sulle telecamere dove si vede un uomo che entra nel vicolo di Monte Pio”. Lo dice Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare di inchiesta. Vinci ha spiegato che “il lavoro della commissione sarà quindi di indirizzo all’individuazione dei colpevoli”. Inoltre “il materiale che emergerà dalla perizia sarà analizzato e porterà risultanze per capire cosa sia accaduto al cento per cento o almeno ciò che più verosimilmente è accaduto: per capire la dinamica del fatto e il movente. C’ è stata una precedente colluttazione e un tentativo di rientro”. Vinci ha posto infine l’ accento su alcuni degli elementi emersi dopo la simulazione, come “il volto di Rossi schiacciato sulla sbarra di ferro e sul cavetto prima di essere defenestrato e in seguito la vittima che colpisce con violenza il proprio ginocchio” nell’ attimo in cui viene buttata fuori.
Un uomo è agonizzante in mezzo alla stretta stradina, è appena caduto dalla finestra. Un uomo si ferma nel vicolo, lo vede, parla al telefono e se ne va. L’uomo a terra è David Rossi. L’altro uomo fino a oggi non è stato riconosciuto.
“Gli italiani corrotti sono come i biglietti da 500 euro, difficili da cambiare!”
Guardia di Finanza-https://www.ilsole24ore.com/ Redazione Roma 29 settembre 2026
Mazzette nascoste nei panettoni e caporalato nei lavori Tav Napoli-Bari, arresti e sequestri
Scoperto un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e Pubblici Ufficiali che agevolavano imprese nell’ottenimento delle commesse e nell’esecuzione dei lavori. In cambio dei favori ricevevano denaro, orologi di lusso, telefoni, soggiorni vacanze.
Irregolarità nella gestione degli appalti dell’Alta velocità Napoli-Bari: 15 arresti e sequestri. https://www.agenzianova.com/news/ Napoli 29 settembre 2026
Le attività investigative hanno interessato le diverse fasi di gestione delle commesse: dall’ affidamento dei lavori alla loro esecuzione e contabilizzazione, fino ai controlli e ai pagamenti alle imprese.
AV Napoli-Bari, venti misure cautelari. Indagati imprenditori e pubblici ufficiali. Corruzione, caporalato e irregolarità nei cantieri.
https://www.avellinotoday.it/cronaca/arresti-napoli-bari.html https://www.avellinotoday.it/ 29 sett. 2026
“La corruzione quand’ è iniziata non c’ è nessuno che può fermarla…”- F. G.
Aristodemo Busillo, legale rappresentante del consorzio Hirpinia AV, e Alessandro Stabile, direttore del cantiere di Grottaminarda per conto di Webuild, sono agli arresti domiciliari. Secondo il gip di Napoli Federica Girardi avrebbero favorito la Areco dei fratelli Salzillo, subappaltatrice sulla tratta ferroviaria, in cambio di denaro. L’ordinanza, datata 21 settembre 2026, riguarda 20 persone nell’inchiesta sulle opere dell’Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari ed è stata eseguita dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Napoli.
Webuild, chi sono?
Webuild è un grande gruppo multinazionale italiano che lavora nel settore delle costruzioni e dell’ingegneria civile. Nasce nel 2020 con il cambio di nome e il rilancio di Salini Impregilo.
Salini Impregilo diventa Webuild.
Hirpinia AV, chi sono?
Hirpinia AV è il consorzio di imprese costituito da Webuild (tramite Webuild e Partecipazioni Italia) incaricato della realizzazione della tratta Apice-Hirpinia lungo la nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità e Alta Capacità (AV/AC) Napoli-Bari.
INCHIESTA ALTA VELOCITÀ NAPOLI-BARI.
Tra loro ci sono anche alcune persone ritenute affiliate ai clan camorristici Belforte e Fabbrocino. Questi i lucani coinvolti. Ai domiciliari è finito Alessandro Stabile, originario di Melfi e residente a Velletri, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV-Basilicata. L’obbligo di dimora è stato disposto per il potentino Antonio Donadio, nato a Chiaromonte e residente a Senise, procurement manager (responsabile degli acquisti) della Webuild/Hirpinia AV; Piero Centonze, nato a Tricarico e residente a Milano, dipendente Nacav (acronimo di Napoli Cancello Alta Velocità S.C. a r.l., un consorzio di imprese impegnato nella costruzione della tratta Napoli-Cancello, parte integrante della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) Napoli-Bari) e Marco Miraglia, nato a Matera e residente a Parma, responsabile degli acquisti della “Pizzarotti &company”. Sospeso per un anno Francesco Cosentino, nato a Maratea e residente a Lauria, dipendente Hirpinia AV.
𝐂𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 AV/AC Napoli-Bari. 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐫𝐢𝐧𝐨, 𝟒𝟗 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢.
Presunte infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti dell’ Alta Velocità Napoli-Bari. Sono 49 gli indagati nell’inchiesta della Dda di Napoli, che ha chiesto 45 misure cautelari. Nel mirino i cantieri dei consorzi Nacav, Telese e Hirpinia Av. Tra gli indagati anche due irpini, gli imprenditori Luca e Carmine Marinelli, per i quali non è stata chiesta alcuna misura. I primi interrogatori davanti al gip partiranno martedì 15 settembre.
