U.E. & M.F.E.

L’ Unione europea. Che cos’è e che cosa fa

Cosa significa Unione Europa.

Ultimo discorso di Spinelli al Parlamento europeo 16 gennaio 1986

In blu gli Stati membri dell’Unione Europea, in giallo i candidati all’ adesione.


Allargamento dell’ Unione Europea dal 1957

Il discorso di M. Draghi ad Aquisgrana: “Solo una maggiore integrazione può salvare l’ Ue. Serve il federalismo pragmatico”-14 maggio 2026.

L’ex premier e governatore della Bce ha ricevuto ad Aquisgrana questa mattina il premio Carlo Magno per il suo contributo all’unità europea. E ha lanciato il “modello euro” anche per energia, difesa e tecnologia. Alla cerimonia erano presenti il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro greco Mitsotakis e la governatrice della Bce Christine Lagarde.

Storia dell’ Unione europea 1945-1959

In questa sede verranno segnalati tutti gli eventi locali, nazionali ed internazionali riguardanti l’ Europa che possono risultare di interesse.

8 maggio 1945 – fine della Seconda guerra mondiale in Europa

Fine della Seconda guerra mondiale in Europa. Il continente è devastato. Milioni di persone sono morte, ferite o sfollate. Sei milioni di ebrei sono stati assassinati nell’Olocausto.

aprile 1949 – creazione della NATO

È istituita l’ Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), un’alleanza intergovernativa per la sicurezza stretta tra gli Stati Uniti, il Canada e 10 paesi dell’Europa occidentale. Nel 2020 la NATO riunisce 30 membri, compresi 21 Stati membri dell’ UE.

La pace in Europa e gli inizi della cooperazione

Per porre fine ai ricorrenti e sanguinosi conflitti culminati nella Seconda guerra mondiale, i politici europei avviano il processo di costruzione di quella che oggi conosciamo come Unione europea. La Comunità europea del carbone e dell’acciaio, fondata nel 1951, è il primo passo verso una pace duratura. Nel 1957 il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE) e dà inizio a una nuova era di cooperazione sempre più stretta in Europa. È anche, però, il periodo della guerra fredda, destinata a dividere il continente per oltre 40 anni.

5 maggio 1949 – istituzione del Consiglio d’Europa

10 paesi dell’Europa occidentale istituiscono il Consiglio d’Europa per promuovere la democrazia e proteggere i diritti umani e lo Stato di diritto. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo entra in vigore il 3 settembre 1953.

18 aprile 1951 – Comunità europea del carbone e dell’acciaio

9 maggio 1950 – un piano per una nuova cooperazione politica in Europa

Sulla base del piano Schuman sei paesi firmano un trattato per riunire le rispettive industrie del carbone e dell’acciaio sotto una gestione comune. In questo modo, nessun paese da solo potrà fabbricare armi da guerra da utilizzare contro gli altri, come in passato. I sei sono la Germania, la Francia, l’Italia, i Paesi Bassi, il Belgio e il Lussemburgo. La Comunità europea del carbone e dell’acciaio entra in vigore nel 1952.

25 marzo 1957 – trattati di Roma

Visto il successo del Trattato del carbone e dell’acciaio, i sei paesi fondatori estendono la cooperazione ad altri settori economici. La formalizzano siglando due trattati, che istituiscono rispettivamente la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Questi organi entrano in funzionamento il 1º gennaio 1958.

19 marzo 1958 – nascita del Parlamento europeo-il 30 marzo 1962 l’ Assemblea parlamentare europea diventa Parlamento europeo.

La prima riunione dell’ Assemblea parlamentare europea, precursore dell’attuale Parlamento europeo, si tiene a Strasburgo, in Francia, con Robert Schuman come Presidente eletto. Sostituisce l’Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio e, il 30 marzo 1962, passa a chiamarsi Parlamento europeo.

Agosto 1961 – viene costruito il muro di Berlino

https://www.stiftung-berliner-mauer.de/de/stiftung

Per fermare il continuo esodo dei cittadini dalla Germania Est, che minacciava le basi dell’ esistenza dello stato, il regime comunista iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961

30 luglio 1962 – la prima politica agricola comune

La prima politica agricola comune permette ai paesi della CEE di controllare congiuntamente la produzione alimentare. C’è cibo sufficiente per tutti e gli agricoltori hanno un buon tenore di vita. L’effetto indesiderato è la sovrapproduzione, con montagne di prodotti in eccedenza. A partire dagli anni Novanta, le priorità diventano la riduzione delle eccedenze, il miglioramento della qualità dei prodotti alimentari e la promozione della sostenibilità.


1º luglio 1968 – inizi dell’unione doganale

I sei paesi della CEE eliminano i dazi doganali sui beni importati da ognuno di essi, rendendo liberi per la prima volta gli scambi transfrontalieri. Inoltre, applicano gli stessi dazi sulle loro importazioni dai paesi esterni. Gli scambi commerciali tra questi 6 paesi e con il resto del mondo crescono rapidamente.

20 Agosto 1968 – repressione della primavera di Praga-I carri armati sovietici soffocano la breve “primavera di Praga” della nascente democrazia in Cecoslovacchia.

5 gennaio 1968. Con l’elezione di Alexander Dubcek a segretario del Partito Comunista cecoslovacco ha inizio la cosiddetta Primavera di Praga. Dubcek si impegna ad avviare un vasto programma di riforme che incontra però la decisa reazione dell’Unione Sovietica e in agosto le truppe del patto di Varsavia entrano a Praga. In primo piano la resistenza passiva della popolazione che trova il suo simbolo in Jan Palach, un ventunenne studente di filosofia che il 16 gennaio 1969, per protesta contro l’occupazione, sacrifica la propria vita in modo terribile: si da fuoco in piazza San Venceslao, nel centro di Praga. Jan Palach muore dopo tre giorni di agonia.

1º gennaio 1973 – da 6 a 9 Stati membri

Con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito il 1° gennaio 1973, il numero degli Stati membri delle Comunità europee sale a nove. Il conflitto arabo-israeliano dell’ottobre 1973 scatena una crisi energetica e problemi economici in Europa. La democrazia si diffonde in Europa con la fine delle dittature in Grecia, Portogallo e Spagna. La politica regionale comincia a destinare ingenti somme di denaro alla creazione di nuovi posti di lavoro e di infrastrutture nelle aree più povere. Nel 1979 si tengono le prime elezioni dirette dei deputati al Parlamento europeo.

giugno 1979 – prime elezioni dirette del Parlamento europeo

Per la prima volta i cittadini europei eleggono direttamente i membri del Parlamento europeo. Prima di allora gli eurodeputati erano delegati dai parlamenti nazionali. Gli eurodeputati si organizzano in gruppi politici paneuropei e non in delegazioni nazionali.


agosto 1980 – scioperi nei cantieri navali di Danzica per i diritti dei lavoratori – il crollo del comunismo

Il sindacato polacco Solidarność e il suo leader Lech Walesa diventano di attualità in seguito agli scioperi del cantiere navale di Danzica nell’estate del 1980 per i diritti dei lavoratori e il cambiamento politico. Nel 1981 la Grecia diventa il decimo Stato membro delle Comunità europee, mentre il Portogallo e la Spagna aderiscono cinque anni dopo. La fine del decennio segna il crollo dei regimi comunisti nell’Europa centrale e orientale. Il governo capitola e a settembre viene istituito il sindacato indipendente Solidarność. Il governo riafferma gradualmente il proprio potere e nel dicembre 1981 impone la legge marziale, ponendo fine al breve assaggio di potere popolare in Polonia, ma non al processo democratico ormai innescato.

13 giugno 1987 – lancio del programma Erasmus

Il programma Erasmus nasce con l’obiettivo di finanziare gli studenti universitari che desiderano studiare in un altro paese europeo. Da allora, il programma offrirà a oltre 10 milioni di persone la possibilità di studiare, formarsi, fare volontariato o acquisire esperienza lavorativa all’estero.

9 novembre 1989 – caduta del muro di Berlino

Cade il muro di Berlino e il confine tra est e ovest è riaperto per la prima volta dopo 28 anni. La Germania è riunita dopo più di 40 anni, e la parte orientale entra a far parte della Comunità europea nell’ ottobre 1990.

7 febbraio 1992 – trattato di Maastricht

Il trattato sull’Unione europea viene firmato a Maastricht, nei Paesi Bassi. Si tratta di un importante traguardo, che stabilisce norme chiare per quanto riguarda la futura moneta unica, la politica estera e di sicurezza e una cooperazione più stretta in materia di giustizia e affari interni. Il trattato, che entra in vigore il 1º novembre 1993, istituisce ufficialmente l’Unione europea.

26 marzo 1995 accordo di Schengen

L’accordo di Schengen entra in vigore in sette paesi: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. I viaggiatori possono spostarsi tra tutti questi paesi senza controlli dei passaporti alle frontiere. Nel 2021 i paesi che fanno parte dello spazio Schengen sono 26, compresi Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

29 maggio-1º giugno 2005 – costituzione dell’ UE

Gli elettori francesi e olandesi votano contro il trattato che istituisce una costituzione per l’ Europa, ratificato dai 25 Stati membri dell’ UE nell’ottobre 2004.

1º gennaio 1999 nasce l’euro ed entra in vigore il 1º gennaio 2002

In 11 paesi viene introdotto l’euro, solo per le transazioni commerciali e finanziarie. Banconote e monete metalliche arriveranno in seguito. I primi paesi ad adottare l’euro sono Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. La Danimarca, la Svezia e il Regno Unito decidono di restarne fuori per il momento.

Il Trattato di Lisbona

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, è un accordo che modifica i trattati precedenti dell’Unione Europea, il Trattato sull’Unione Europea (TUE) e il Trattato che istituisce la Comunità europea (TCE), rinominato Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Questo trattato mira a rendere l’UE più efficiente e democratica, conferendo maggiori poteri al Parlamento europeo e introducendo nuove procedure decisionali. Dopo il 2008, l’Unione Europea ha affrontato sfide economiche significative, come la crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano in alcuni paesi membri, ma ha anche compiuto progressi in settori come la cooperazione politica e l’allargamento. La risposta europea alla crisi del 2008 ha incluso un piano di ripresa economica e misure per stabilizzare i paesi con problemi di debito, mentre il Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009, ha riformato le istituzioni europee. Dopo il 2009, l’ Unione Europea ha affrontato diverse sfide e cambiamenti significativi, tra cui l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la crisi economica globale, e il processo di allargamento con nuove adesioni. Dopo un referendum nel 2016, il Regno Unito ha lasciato l’ UE il 31 gennaio 2020, dopo un periodo di transizione che si è concluso il 31 dicembre 2020. Inoltre, l’UE ha continuato il suo processo di allargamento, con l’adesione della Croazia nel 2013.

A sx la mappa dell’ ordine cronologico ratifica del Trattato di Lisbona da parte degli Stati membri dell’ Unione europea dal 13 dicembre 2007 al 1° dicembre 2009.

Dopo la Brexit, le relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea sono state ridefinite, con conseguenze significative per i viaggi, il commercio e le normative. I cittadini britannici possono viaggiare nell’UE per soggiorni brevi senza visto, ma potrebbero essere soggetti a controlli più rigorosi alle frontiere. Il commercio tra Regno Unito e UE ha subito modifiche, con l’introduzione di controlli doganali e la necessità di rispettare nuove normative. La Brexit continua ad avere un impatto significativo sulle relazioni tra il Regno Unito e l’UE, con conseguenze che si evolvono nel tempo. Si chiudeva così quel passaggio storico, accompagnato da dubbi, contrasti e ripensamenti, ricordato come Brexit, crasi(*) dei termini inglesi Britain ed exit.

(*) La crasi (dal greco antico: κρᾶσις, krâsis) è un fenomeno fonetico che consiste nella fusione di due o più suoni vocalici; è quindi una forma di contrazione.

Europa e COVID-19:

Nel 2020, l’UE ha dovuto affrontare una grave emergenza sanitaria e un rallentamento economico a causa della pandemia da COVID-19. Le priorità della risposta dell’UE includevano: limitare la diffusione del virus, garantire forniture mediche, promuovere la ricerca su terapie e vaccini, e sostenere l’occupazione e l’economia. I leader dell’UE hanno concordato un pacchetto di incentivi per la ripresa verde e digitale, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. 

Nascita del PNRR:

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nasce in Europa come parte del programma Next Generation EU (NGEU), uno strumento straordinario di finanziamento per la ripresa post-pandemia. L’idea di un fondo per la ripresa europea fu avanzata nell’ aprile 2020 e formalizzata nel Consiglio europeo di luglio 2020. Il PNRR è il piano nazionale che ciascuno Stato membro ha predisposto per accedere ai fondi di NGEU, con l’obiettivo di attuare riforme e investimenti per il periodo 2021-2026.
In Italia, il PNRR è stato presentato ufficialmente alla Commissione Europea il 30 aprile 2021. La Commissione ha fornito una valutazione positiva e ha erogato all’Italia un prefinanziamento di 24,9 miliardi di euro a metà agosto 2021. Il PNRR italiano è composto da 7 missioni che coprono diverse aree, tra cui digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture, istruzione, coesione sociale e salute. In sintesi, il PNRR nasce in Europa come strumento di risposta alla crisi causata dalla pandemia, e in Italia si concretizza con la presentazione ufficiale del piano il 30 aprile 2021.

Europa & Ucraina

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/lordine-globale-e-fallito-il-discorso-integrale-di-mario-draghi-alluniversita-di-lovanio_1nRrIhUYPZNWUsWDGhLyzx

“L’ordine globale è fallito”, il discorso integrale di Mario Draghi all’Università di Lovanio. L’ex premier scuote l’Europa ricevendo la laurea honoris causa 02 febbraio 2026


Testo integrale dell’ intervento (tradotto da Eunews dall’ originale in inglese) di Mario Draghi alla Conferenza di alto livello organizzata dalla Commissione europea “Un anno dopo il rapporto Draghi: cosa è stato realizzato, cosa è cambiato”, in corso a Bruxelles. 16 settembre 2025

Occupazione e disoccupazione in UE-https://it.euronews.com/ 24/10/2025 – 14:38

Tasso di occupazione in Europa al 2024:

Nel 2024, in UE il tasso di occupazione è stato a un massimo storico di il 75,8%, 2,2 punti al di sotto del 78%, obiettivo fissato dal Progetto Europeo sui Diritti Sociali del Piano di Azione per il 2030.

L’Europa meridionale sta colmando il divario occupazionale con il nord? Le regioni greche, spagnole, portoghesi e italiane mostrano una crescita significativa del tasso di occupazione. Ma i Paesi dell’Europa settentrionale detengono uno “storico” primato.

https://ec.europa.eu/eurostat/documents/4187653/20614207/employment-rate-regions-2024.html/0aa42522-3ab4-0bf5-c933-e3b7258a3fe4?t=1760020749869

L’ UE potrebbe essere sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del 78 per cento di occupazione fissato per il 2030 dal Piano d’azione del progetto europeo dei diritti sociali. La strategia stabilisce 20 principi chiave per garantire “mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti”. Tra questi vi è anche la formazione del 60 per cento della forza lavoro dell’Unione europea ogni anno e la riduzione di 15 milioni del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. Molte delle regioni con un relativamente bassi tassi di occupazione sono stati rurali e scarsamente popolate, o regioni periferiche dell’UE. Questo modello è particolarmente evidente nelle regioni meridionali della Spagna e Italia, molto di Grecia, alcune regioni della Romania, e le regioni ultra periferiche della Francia. Un altro gruppo di regioni caratterizzate da un relativamente bassi tassi di occupazione industriale ex roccaforti che non si sono adattati economicamente. Alcuni di questi hanno visto l’impatto negativo della globalizzazione sui settori tradizionali delle loro economie (come le miniere di carbone, acciaio o di tessili la produzione). Gli esempi includono un gruppo di regioni in esecuzione dal nord-est della Francia in Région wallonne (Belgio).Circa 1 su 4 (65 del 243 regioni con dati disponibili) le regioni dell’UE ha avuto un tasso di occupazione inferiore al 73,5% nel 2024 (2 tonalità più scure d’oro). Questo gruppo comprendeva:

  • 2 regioni dell’Italia meridionale: Calabria (48.5%) e la Campania (49.4%)
  • la regione isola di Sicilia, anche nel sud Italia (il 50,7%)
  • la regione della capitale Région de Bruxelles Capitale, Bruxelles Hoofdstedelijk Gewest in Belgio (64.1%), Lazio-Italia (69.0%), Vienna in Austria (70.6%) e Attiki, Grecia (71.0%).

Se vogliamo un destino di libertà e progresso, l’UE deve fare un salto di qualità, deve “farsi Stato” come unione federale, con un governo democratico e autonomo nelle sue competenze. Gli USA di Trump e la Cina di Xi si apprestano a dominare il mondo. E noi europei come vogliamo reagire?
Ci dobbiamo battere uniti per rafforzare il nostro modello di società libera, democratica, solidale, senza lasciare il nostro destino nelle mani degli altri.
Le potenzialità dell’Europa sono enormi, ma senza unità politica siamo deboli. Politica estera, sicurezza e difesa, strategia industriale ed economica, ricerca e sviluppo tecnologico sono tutte materie governate solo a livello nazionale. Queste materie richiedono ormai un governo europeo, che deve rispondere direttamente ai cittadini europei, oltre che agli Stati membri.